HomeNewsLa Nuova Disciplina Prudenziale - Basilea2

La Nuova Disciplina Prudenziale - Basilea2

La nuova regolamentazione prudenziale, come noto, è basata su “tre pilastri”. La soluzione PUMA 2, al momento, supporta – per le banche e per gli intermediari finanziari ex art. 107 del TUB operanti nei settori del leasing, del factoring e del credito al consumo - gli adempimenti su base individuale previsti nel primo pilastro ovvero quelli connessi con il calcolo dei requisiti patrimoniali per fronteggiare i rischi tipici dell’attività bancaria e finanziaria (di credito, di controparte, di mercato, operativi), con particolare riferimento alle correlate segnalazioni da fornire alla Banca d’Italia, disciplinate dalle citate Circolari n. 155 (per le banche) e n. 217 (per gli intermediari finanziari).

Riguardo agli obblighi segnaletici previsti nell’ambito del secondo e del terzo pilastro, il Gruppo PUMA 2 si riserva di valutare l’opportunità di fornire la documentazione di supporto alla produzione delle informazioni a carattere quantitativo estraibili dagli archivi PUMA 2.

La struttura e le caratteristiche del nuovo impianto normativo, rinnovato in termini di regole e incentivi, sono finalizzate ad una misurazione più accurata e più ampia dei rischi e al calcolo di una dotazione patrimoniale più strettamente commisurata all’effettivo grado di esposizione al rischio di ciascun ente segnalante; la disciplina, inoltre, stimola le aziende a migliorare le prassi gestionali e le tecniche di misurazione dei rischi, anche in funzione dei possibili risparmi patrimoniali. Essa è articolata in un sistema di regole modulari, in attuazione del principio di proporzionalità (si considera la diversità degli intermediari, sia in termini dimensionali che di operatività) e del criterio di gradualità (il passaggio a metodologie più avanzate avviene in modo progressivo) a cui è ispirata; principio e criterio che assicurano flessibilità di applicazione e contenimento degli oneri della regolamentazione.

Con riferimento al criterio di gradualità, si fa presente che il Gruppo ha scelto di concentrare il proprio impegno sullo sviluppo delle regole utili a supportare le aziende che adottano il metodo standard (STD) per il rischio di credito, che rappresentano un’ampia maggioranza del sistema bancario e finanziario. E’ stata effettuata, inoltre, l’evoluzione della documentazione relativa ai rischi di mercato, in base alle nuove indicazioni presenti nella normativa. Il Gruppo ha, altresì, condotto un’analisi accurata sulla metodologia FIRB (Foundation Internal Rating Based), rilevandone la sostanziale fattibilità nell’ambito del processo PUMA 2.

Fonte Banca d’Italia

richiedi proposte formative su questo argomento >>

Vedi anche :