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L'utilizzo delle carte di credito

Prendendo spunto dall'indagine pubblicata dall'Istituto I-Com, di cui abbiamo trattato nel precedente articolo, riportiamo il punto di vista del Dott. Michele Clementi, docente del Master ISB in Banca Credito e Finanza:

"E' opinione comune che l'utilizzo sistematico delle carte di credito può combattere l'evasione fiscale. Già Monti con la manovra finanziaria del 2011 ha imposto il tetto massimo per i pagamenti in contanti a mille euro obbligando in questo modo l'utilizzo ai consumatori di canali elettronici alternativi come bonifici, bancomat, carte di credito o i vecchi assegni cartacei, tutti sistemi facilmente rintracciabili dalle autorità di controllo. I critici hanno pensato che fosse un bel modo per aiutare le banche perché gli esercenti per ogni incasso ricevuto da un pagamento con carta di credito devono riconoscere in media un due percento a chi fornisce il servizio telematico, e spesso queste commissioni sono rigirate ai consumatori mediante un aumento del prezzo del bene acquistato, senza considerare che il possessore della carta di credito deve pagare un canone annuo o trimestrale e in alcuni casi pagare anche l'operazione stessa come era nel caso dell’acquisto di carburante oppure fare fronte a spiacevoli sconfinamenti sul proprio conto corrente con contestuale pagamento di interessi per lo scoperto, senza considerare i costi d’invio dell’estratto conto. Questi costi sono stati quantificati in una media per utilizzatore di 70 euro ed in un momento di crisi dei consumi come quello attuale si combatterà pure l’evasione, ma di sicuro si rallenta la crescita economica.

Nonostante questo, dai dati riportati nello studio di Icom si evince come in Italia, l’emissione di carte di credito sia in costante aumento e questo potrebbe essere anche giustificato dal cambiamento dei costumi dei consumatori sempre più rivolti all’acquisto di servizi e prodotti in rete. Infatti, i dati dell’e-commerce B2C sono triplicati in sette anni, passando dai 4,1 mld del 2006 ai 11,2 mld nel 2013. L’esperienza di altri paesi atti ad incentivare l’utilizzo delle carte di credito mediante la diminuzione dei costi – Multilateral Interchange Fee – MIF, a carico degli esercenti non sempre sono confortanti come nel caso di Stati Uniti, Australia ed in particolare la Spagna unico paese europeo ad aver adottato la linea dell’abbassamento della MIF. Infatti, gli stessi esercenti tendono a tenere per sé tale beneficio piuttosto che scontarlo sul prezzo di prodotti e servizi, così da non stimolare l’uso del canale elettronico (POS).

Altro aspetto negativo riscontrato è stato l’aumento dei canoni delle carte di credito da parte delle banche a discapito degli utilizzatori con l’intento di recuperare i minori ricavi causati dall’abbassamento del MIF. Nel caso della Spagna, soprattutto a causa dello stato di recessione dell’economia, si è riscontrato un cambiamento delle abitudini dei consumatori nel modo di utilizzo delle carte di credito, non più usate esclusivamente come strumento per acquistare prodotti e servizi, ma più spesso come strumento di prelievo così da posticipare l’addebito in conto corrente nonostante il maggiore costo della transazione. Gli unici casi di successo, ma difficilmente percorribili per noi Italia, sono rappresentati dalla Corea del Sud ed Argentina. In entrambi i casi, agli utilizzatori dei pagamenti elettronici ed anche agli esercenti che ne promuovevano l’uso sono stati garantiti dei benefici fiscali. Nel caso della Corea del Sud uno sconto fiscale massimo di 4.200 dollari o il 20% del proprio reddito a chi avesse conservato tutte le ricevute dei pagamenti effettuati e un abbassamento dell’iva del 2% per le operazioni d’incasso effettuate tramite POS per gli esercenti. Nel caso dell’Argentina si attuò una politica di rimborso dell’Iva a favore dei consumatori che variava dal 3 al 5%, per tutti i pagamenti effettuati con il POS.

In conclusione, le esperienze dei paesi che hanno provato ad incentivare l’utilizzo delle carte di credito mediante l’abbassamento dei costi di transazione sono stati deludenti e nella maggior parte dei casi, si sono rilevati penalizzanti per i consumatori, mentre si sono dimostrate efficienti quelle politiche atte ad attuare dei veri e propri sconti fiscali a favore dei consumatori.
Nel caso italiano, difficilmente potremmo permetterci uno sconto fiscale quando non si fa altro che parlare di aumento dell’Iva e nemmeno si può credere di offrire un abbassamento dell’imponibile fiscale perché in un paese ad alto reddito come quello italiano tutti ne beneficerebbero nella misura maggiore, così da abbassare le entrate da parte del fisco quando l’obiettivo è quello di aumentarle.

In definitiva, la via delle carte di credito e dei pagamenti elettronici è sicuramente una possibilità da approfondire per combattere l’evasione, ma devono essere studiati approfonditamente le conseguenze non sempre positive in un momento di rallentamento economico e crisi dei consumi."